Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

Residenza Sanitaria Assistenziale

Quando è il momento di farsi sostenere

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, ONLUS, da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.

Impegnati per supportarti e
assisterti

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.
Oggi, più che non in passato un anziano che perde la propria autonomia per un evento traumatico improvviso o per una malattia degenerativa, necessita di trovare accoglienza in strutture confortevoli, qualificate e in grado di offrire risposte assistenziali e sanitarie adeguate.
Con professionalità, competenza e passione gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi sono impegnati quotidianamente a prendersi cura di ogni ospite, con l’obiettivo di preservarne le capacità residue, offrendo prestazioni medico-specialistiche-riabilitative volte a prevenire, risolvere o ritardare l’insorgenza di eventi invalidanti.
Con il contributo di tutte le professionalità definiscono e aggiornano progetti di intervento personalizzati, individuali o di piccolo gruppo. Promuovono la formazione e l’aggiornamento del personale con particolare attenzione alla crescita personale e professionale di tutti gli operatori. Favoriscono il mantenimento dei legami degli ospiti con la famiglia e le reti amicali, anche attraverso l’apporto del volontariato, affinchè gli Istituti non siano solo un luogo di cura e assistenza, ma un luogo di vita, aperto alla collaborazione di tutti.

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Chi siamo


Una struttura ben organizzata per la cura dell'anziano

Gli Istituti sono un ente senza scopo di lucro, diretto da un Consiglio di Amministrazione (CdA) che si avvale della collaborazione della Direzione Generale e della Direzione Sanitaria.
Nell’aprile 2018 si è insediato l’attuale CdA composto da sette membri, di cui due nominati dal Comune di Lecco, due nominati nominati da un Comitato composto dal Vicario Episcopale, dalla Camera di Commercio, dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese e dalla Fondazione Frassoni, due nominati dall’Associazione Amici degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, e il Parroco pro-tempore della Parrocchia di Acquate.


CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IN CARICA
Giuseppe Canali Presidente giuseppe.canali@airoldiemuzzi.it
Rosaria Bonacina Vice-Presidente rosaria.bonacina@airoldiemuzzi.it
Emilio Amigoni Consigliere
Fernanda Castellani Consigliere
Mario Galli Consigliere
Alfredo Vassena Consigliere
Don Carlo Gerosa Consigliere
DIRETTORE GENERALE
Fulvio Sanvito fulvio.sanvito@airoldiemuzzi.it
DIRETTORE SANITARIO
Dott. Andrea Millul andrea.millul@airoldiemuzzi.it
Revisore Unico
Dott. Pierangelo Bonfanti
Presidente Organismo di Vigilanza (D.lgs 231/01)
Dott. Pierangelo Bonfanti odv231@airoldiemuzzi.it

All’interno degli Istituti sono presenti anche una comunità delle “Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa” dette “Suore di Maria Bambina” e un cappellano a supporto dell’assistenza spirituale degli ospiti.

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News ed Eventi

21 settembre 2020 - XXVII Giornata Mondiale dell'Alzheimer

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi impegnati nella cura dei malati di Alzheimer e nel sostegno alle loro famiglie

 

Con la partecipazione all’Alzheimer Fest 2020  che quest’anno si è svolta a Cesenatico nelle giornate dell’11, 12 e 13 settembre, ancora una volta l’équipe dei Nuclei Alzheimer, 1 Grigne e 2 Grigne, coordinata dalla dottoressa Maria Grazia Di Maggio, ha voluto sottolineare il grande impegno con cui tutto il personale si prende cura dei malati di Alzheimer accolti presso i nostri Istituti  e ne sostiene le famiglie.

 

http://www.alzheimerfest.it

 

L’equipe del Nucleo Alzheimer ha scelto di partecipare, con un proprio contributo, alla mostra fotografica

 

Chi non c’è, c’è”: le case di cura dopo la tempesta Covid

 

facendo raccontare ai familiari di alcuni ospiti e al personale, le fatiche, le angosce  e le preoccupazioni di questo particolare tempo di pandemia, e fissando in una bella immagine fotografica la “vicinanza” tra operatori, familiari e ospiti che, nonostante le difficoltà delle limitazioni dovute alla pandemia da Covid-19, da sempre caratterizza l’attività dell’equipe dei Nuclei Alzheimer.


 

 

Dalla immagine e dai racconti emerge il vissuto di grande fatica di questi mesi, ma nello stesso tempo la professionalità con cui tutti i membri dell’equipe di cura hanno cercato di “diminuire le distanze” e sopperire alla lontananza dai familiari con tanta sensibilità, cercando di rendere meno doloroso il distacco imposto dalle procedure di sicurezza. 

Da tanti anni l’équipe del Nucleo Alzheimer 1 Grigne (inaugurato nel novembre 1999) e del Nucleo Alzheimer 2 Grigne (accreditato come Nucleo Alzheimer nel 2019)  ha sviluppato nella presa in carico delle persone affette da demenza approcci e interventi di tipo non farmacologico e psicosociale in generale. L’adozione del metodo Gentlecare nelle 24 ore e nella progettazione degli ambienti, la terapia della bambola, l’uso terapeutico della musica nelle sue varie forme e possibilità di espressione, la stimolazione multisensoriale, l’aromaterapia, le attività ludiche sono solo alcuni esempi dell’investimento e del grande impegno di tutto il gruppo di lavoro volto a migliorare la qualità di vita dei malati e trovare risposte alle diverse forme di disagio che la demenza inevitabilmente porta con sé.  

All’interno del Nucleo l’impegno di tutti è quello di cercare di favorire un clima di gioiosità  e convivialità sia tra i clienti che con tutta l’equipe di cura.

Questi mesi sono stati per tutti molto difficili, non solo per i problemi sanitari strettamente correlati al Covid-19 ma indirettamente anche per l’assenza dei familiari che da sempre sono una presenza costante nella quotidianità: con loro non solo si condividono obiettivi e soluzioni ma se ne favorisce il coinvolgimento e la partecipazione, supportandoli nel ruolo affettivo che continuano a mantenere con i loro cari.


Ecco i racconti di alcuni ospiti e familiari:


ANGELA 

Angela è una signora tranquilla, riservata, che ama i suoi spazi e che è ancora molto gelosa dei suoi preziosi ricami, nonostante la memoria l’abbia portata a decidere di smettere di lavorare alle sue creazioni , senza farle perdere però la voglia di sfogliare le riviste che il fratello e la cognata le fanno avere, e senza perdere la precisione e il desiderio  di mantenere in ordine  tutti i materiali legati alla sua grande passione. Ad Angela piace confrontarsi con noi, passeggiare nel nostro giardino raccontandoci i suoi ricordi di bambina.

“Sto passando un periodo molto brutto dovuto al brutto virus che ha subito la nostra provincia, nel senso che i nostri parenti non possono venire a farci visita. Spero tanto che si risolva nel breve tempo perché non vedere i parenti è molto  brutto, il tempo non passa mai, io ho molta nostalgia della mia famiglia, spero tanto che tutto si risolva presto e di poter andare nella mia casa ringraziando molto le persone che in questo periodo mi sono state vicino con tanto calore umano, grazie a loro il tempo è trascorso abbastanza bene. Grazie di cuore a tutte”

Angela

 


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CLELIA E ELENA 

Per noi Clelia è come il direttore dei lavori, è attenta, controlla, dirige….ha mantenuto insomma il suo carattere forte di sempre, come spesso ci racconta la figlia.  Le piace essere sempre in ordine, i capelli sempre perfetti e le mani curate, difficilmente lo smalto può mancare. Sa sorridere e stare in compagnia, meglio se con qualcosa di dolce da condividere e un po’ di musica.

2 luglio 2020

"È passato un anno, mamma, da quando ti sei trasferita nella tua nuova casa ai piedi del Resegone.

Destino vuole, proprio nel padiglione che porta il nome delle mie amate montagne.

Un anno difficile mammina: la separazione da te, dolorosissima; il lavoro da mandare avanti, la tua casa, papà che è rimasto vedovo senza esserlo, il Covid e le mille difficoltà che ha portato nella vita di tutti noi.

Dodici mesi, di cui più di quattro senza poterti vedere né toccare, senza poterti riempire di baci di cui eri avara quando eravamo piccoli e che adesso adori ricevere e schioccare nel telefono. 

Non ci si abitua mai a stare lontani dalle persone che si amano e se anche mi hanno ripetuto che non ti ho abbandonata ma affidata alle cure di altri, non passa notte in cui io non mi rigiri nel letto con il rimorso di non aver fatto abbastanza per te. 

Hai lasciato un vuoto immenso qui. Te ne sei andata eppure ci sei ancora.

Una fortuna dicono alcuni...fortuna che non auguro al peggiore dei miei nemici.

È un dolore che si alimenta ogni giorno in cui perdiamo irrimediabilmente un pezzetto di te, in cui dimentichi un nome, una parola, una persona.

Un dolore che a modo tuo cerchi di alleggerire dicendoci sempre che stai bene e che se non abbiamo tempo di passare noi, stasera verrai tu a casa a salutarci.

Perché tu sei tutto questo mamma: 

coraggio e vita. 

Ed è per questo che sarai sempre il nostro faro nella nebbia e che non smetteremo mai di amarti così tanto. 

Ti vogliamo bene, mamma. All’infinito"

5 novembre 2019

“L’Alzheimer è un ladro maldestro che ruba una persona a pezzi: ogni giorno torna e fa sparire qualcos’altro: un cassetto di ricordi, un barattolo di parole. Però nella sua bastardaggine/sbadataggine, è anche un po’ misericordioso. Perché non prende tutto subito, come altri malanni. Lascia tanto tempo, tanto spazio: per la tenerezza, il rispetto, l’essere senza esserci”

Per te avremmo voluto una vita più facile, di riposo dopo tante battaglie, accanto a noi, ai tuoi nipoti, ai tuoi fiori, a tutti quelli che ti vogliono bene.

Ma il destino ha colpito nel mucchio e ha preso te: instancabile, sempre in movimento, con l’argento vivo addosso.

È stato ingiusto perché ci ha costretti a prendere decisioni che ancora oggi viviamo come scelte sbagliate, ma che sono state prese, seppur con il cuore a pezzi, per garantire un’esistenza più adatta al tuo nuovo essere. 

E in questi anni, in cui la malattia ci ha rubato pezzi di te, abbiamo imparato a cogliere il valore di ogni tuo sorriso, di ogni tua giornata sì, di ogni tuo abbraccio e di tutti i baci che hai imparato a dare (di cui una volta eri avara) e di quelli che ti lasci stampare in viso fin quasi a farti consumare. 

Non posso ringraziare il destino per questo torto che ti ha fatto, 

Ma posso ringraziarlo per averti lasciata ancora qui con noi. 

Tanti auguri mamma: sei la nostra maestra di vita"

Elena



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ROBERTO E ANDREINA (Nella foto ALFREDO) 

Alfredo è sempre stato la nostra “pentola di fagioli”, il brontolone per eccellenza, adorava le nostre attenzioni e le nostre coccole ma il suo primo ed ultimo pensiero era sempre Andreina …non c’era giornata che non iniziasse con un bacio e un saluto alla moglie e ogni sera, prima di coricarsi doveva assicurarsi che anche lei fosse pronta per andare a dormire, ovviamente con il bacio della buona notte. I suoi preziosi racconti hanno spesso accompagnato le nostre giornate e fatto rivivere momenti  storici , politici ed economici importanti 

"Mario, che tutti da sempre conoscevano come Alfredo, ci ha lasciato. Come molti altri, in questo terribile periodo, se ne è andato senza la sua famiglia vicino, ma non solo. La nuova famiglia che aveva trovato in Istituto  che con pazienza e amore lo aveva accolto e che lui aveva imparato ad amare, era con lui ad ascoltare i suoi ultimi respiri a consolare Andreina che non capiva quello che succedeva attorno a lei. No, Alfredo non era solo.

Una vita durata cent’anni, tra due terribili epidemie la “spagnola” e il “covid 19” nel mezzo la tragedia più grande, una guerra mondiale,  un secolo di grandi cambiamenti. Lui e la sua generazione hanno vissuto e subito tutto questo.

Questo periodo di isolamento, per altro non ancora terminato, è stato per loro dolorosoincomprensibile e per i loro cari una sofferenza unita alla consapevolezza di non poter fare nulla per aiutare se non pregare,  per chi aveva la consolazione della fede.

Lo ricorderemo Alfredo, per i suoi cent’anni, per il suo carattere originale e testardo, ma anche per le manifestazioni d’affetto che aveva  nei confronti di chi, infermieri , educatori e medici,  ha incontrato in Istituto in questi ultimi anni della sua lunga vita."

Roberto 


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ARMANDA E GIORGIA 

Armanda è un vulcano di energia sempre, di sorrisi, di voglia di fare, di parlare e di confrontarsi, a volte anche con rabbia, è rimasta la donna stravagante di sempre, premurosa e attenta con gli altri. Durante le tanto amate passeggiate nel parco rimane ogni volta incantata dalla natura, dai fiori e dalle nostre piante secolari, a cui non può fare a meno di avvicinarsi per toccarle e annusarle.

"Durante questi mesi di pandemia non nascondo il senso di angoscia e preoccupazione nei confronti di mia mamma! Quando la tua mamma ha una demenza che la porta ad esprimersi con grande difficoltà, da figlia, l’esigenza di vederla diventa prioritaria perché solo guardando il suo viso riesci a capire se è serena o meno. Questi mesi di lontananza sono stati difficoltosi, avrei voluto che potesse raccontarmi cosa stava provando ma chiaramente ciò non era fattibile per via delle sue condizioni. Credo che in ogni caso, questa maledetta malattia le abbia permesso di vivere senza percepire cosa stesse succedendo fino in fondo. Credo che abbia colto la lontananza e il cambiamento dello stile di vita perché a volte per telefono riuscivo a percepire un disagio che chiaramente lei non sapeva spiegare. Mia mamma è sempre stata una persona apprensiva ed il fatto che non sappia cosa sia il Covid e cosa abbia comportato mi ha molto consolato unitamente al fatto di saperla in una struttura adeguata dove non si viene lasciati soli. 

Quando finalmente ci siamo riviste io mi sono chiaramente emozionata, lei invece è sembrata distante, quasi indifferente. Dentro di me mi sono detta : ”ormai mi ha dimenticata completamente!”. In realtà nelle visite successive ha mostrato un po’ per volta sempre più interesse fino a che ha espresso il desiderio di un abbraccio. Avrei voluto accontentarla ma chiaramente non era possibile.

Posso dire che seppur mi sia persa alcuni mesi della sua vita so che non è mai stata sola e soprattutto che sta bene nonostante abbia avuto il Covid anche lei.

Giorgia

 

 

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NADIA E GIULIANO CON DAVIDE

“Sono Giuliano, il marito di Nadia.

Io e Nadia siamo sposati da oltre 53 anni; abbiamo avuto una vita intensa, ricca d’amore e di soddisfazioni e realizzato tutto quanto una coppia possa desiderare.

La diagnosi della malattia di Alzheimer di Nadia era stata traumatica, ma uniti come sempre, l’abbiamo affrontata giorno dopo giorno, cercando di metabolizzarla, restandole sempre più vicini, accompagnandola giornalmente  al Centro Diurno dal Marzo 2017 e ricoverandola a tempo pieno dal Gennaio 2019, fino a quando, a causa del covind 19, dal 1° Marzo 2020, l’IRAM ha sospeso tutte le visite dei famigliari per motivi di sicurezza.

Mi sono sentito cadere il mondo addosso! Ero convinto, e lo sono tutt’ora, che quelle due orette di visita quasi quotidiane che le facevo, fossero più salutari di qualsiasi farmaco.

L’ho rivista dopo tre mesi, il 30 maggio, nel locale della ex portineria dell’Istituto: mi è sembrata un passerotto spaesato, con gli occhi che non sorridevano più ( si, perché prima di sorridere con la bocca, Nadia sorrideva sempre con gli occhi). Che dolore non poterla abbracciare, stringerla a me, farle sentire il calore e l’amore che non è mai venuto meno!

Naturalmente non mi ha riconosciuto e questo è stato un ulteriore dispiacere.

Da allora, quindicinalmente, abbiamo avuto la possibilità, io e i miei figli, di incontrarla in portineria: l’abbiamo sempre trovata curata e ben accudita, ma il sorriso è ritornato solamente quando ci è stata concessa la possibilità di incontrarla ai primi giorni d’Agosto, in giardino, senza barriere di sorta.

Quell’ultimo sorriso mi è tuttora di conforto e accompagna giornalmente la mia speranza di poterla presto riabbracciare, senza limitazioni di spazio e di tempo.

Spero vivamente che questa pandemia termini il più presto possibile affinchè si possa ritornare alla nostra vita quotidiana. 

La mia consolazione e saperla curata e accudita amorevolmente da Angeli (Tutto il personale della Residenza “Le Grigne”), quotidianamente.

Un abbraccio e un grazie di cuore a tutti.”

Giuliano

2 Settembre 2020

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MARIA  E LUIGINA CON CATERINA 

 

“Mia madre è stata ricoverata presso il Nucleo Alzheimer il 24 febbraio,  precisamente 15 giorni prima della chiusura totale a causa dell'epidemia Covid. 

Quando ho ricevuto la telefonata per il ricovero confesso che ho pianto....ma poi pensando alla situazione che nell'ultimo anno si era creata mi sono convinta che non avevo alternative.

Mia madre soffre di demenza senile grave.

Pensavo che comunque l'avrei vista spesso, l'avrei portata a fare passeggiate, ai giardini. 

Mi sono scontrata con la chiusura totale delle visite a causa di questo maledetto covid, per cui non avrei visto come si comportava, come avrebbe reagito a questa nuova situazione.

All'inizio ho vissuto malissimo, ma adagio adagio grazie alla bravura del personale che si stava organizzando per non interrompere il tenue filo che unisce la mente di queste persone malate di demenza ai familiari, ho incominciato a vederla in videochiamata, a parlarle con un minimo di interazione .

Ora sono più tranquilla,  anche se spero che in un futuro possa andare a visitarla come avevo sperato dall'inizio.”

Caterina 

 

 

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PINUCCIA E GIANLUIGI

“La pandemia ha rivoluzionato le nostre abitudini di vita familiare che negli ultimi due anni circa comprendevano la nostra cara nonna Pinuccia con cui avevamo incontri giornalieri.

Dai primi di marzo però le cose sono cambiate: niente più visite quotidiane, niente più Messa, niente più passeggiate nel parco della residenza …

Ovviamente i timori e le paure sono tanti, ma ci siamo sentiti supportati e confortati dagli operatori che con la loro disponibilità e umanità ci hanno permesso di mantenere un filo diretto con lei.

Abbiamo ricevuto fotografie di nonna Pinuccia che la ritraevano serena e impegnata; abbiamo potuto sentirla frequentemente per telefono. Sicuramente sono state tanto importanti e preziose le videochiamate. Da qualche settimana poi possiamo vederla in presenza tra mille precauzioni. Tutto ciò ci ha permesso di continuare la nostra quotidiana routine con lei.”

Gianluigi

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

21 set 2020
5 per mille: le scelte 2019

5 per Mille

Non costa nulla, ma vale molto. 

Il 22 luglio 2020 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato gli elenchi per la destinazione del 5 per mille 2019 con i dati relativi alle preferenze espresse dai contribuenti nella propria dichiarazione dei redditi.
Sono state 241 le persone che hanno deciso di destinare il loro 5 per mille agli Istituti per una somma complessiva di €.  11.089,47, con un incremento rispetto al 2018 sia nel valore complessivo che nel numero di persone.

Ringraziando, rinnoviamo l'invito a destinare il proprio 5 per mille agli Istituti anche per quest'anno, facendo conoscere a più persone possibili questa opportunità, anche attraverso il passaparola.

Ricordiamo che nella propria dichiarazione dei redditi è possibile destinare una quota dell’imposta, pari al 5 per mille, a favore delle organizzazioni non profit, senza alcun aggravio di ciò che si deve versare e senza sostituire l’8 per mille. 

I modelli CU, 730 e UNICO contengono un riquadro “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, dove firmare per sostenere gli Istituti Airoldi e Muzzi Onlus, riportando semplicemente il codice fiscale:  83005730136

 

23 lug 2020
Dono di mascherine dal Governatorato Cinese alle RSA della provincia di Lecco

Nell’ambito dell’iniziativa “La cultura del Bambù e la cultura dell'Ulivo si incontrano", promossa da A.I.C.C.R.E. (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa Federazione Lombarda) in collaborazione con F.I.P.I. (Federazione Internazionale Proprietà Intellettuale) ed insieme a ICCX (CENTRO PER L'INTERSCAMBIO E LO SVILUPPO CULTURALE ITALIA-CINA) con il sostegno della Regione Lombardia, il Governato Cinese ha regalato, perché siano di aiuto nella lotta al Coronavirus, 2000 mascherine chirurgiche, grazie all'iniziativa di Sean White (Presidente ICCX) e alla collaborazione di F.I.P.I. 

Questa iniziativa vede presenti come partner strategico U.N.E.B.A., che ha provveduto ad assegnare alle RSA il materiale ricevuto.  Questa mattina si è svolta, a tal proposito, un incontro presso gli Istituti Riuniti Airoldi E Muzzi di Lecco, a cui hanno partecipato Franco Massi (presidente nazionale Uneba), Roberto De Capitani  (presidente provinciale Uneba), Virginio Brivio (Sindaco Lecco), Luciano Valaguzza (presidente A.I.C.C.R.E.), Piercarlo Borgongelli (vicepresidente F.I.P.I.), Sean Withe (presidente I.C.C.X) e Walter Pistarini (vicepresidente I.C.C.X.), oltre a Giuseppe Canali (presidente Istituti Airoldi e Muzzi) e a Fausto Sanvito (direttore Istituti Airoldi e Muzzi).

Va segnalato come Sean White, Presidente di ICCX (Centro per l'interscambio e lo sviluppo culturale Italia-Cina), sia molto affezionato alla città di Lecco in quanto suo primo luogo di residenza al suo arrivo in Italia per studio: e proprio a Lecco si è incontrato con la letteratura italiana grazie al Manzoni e quindi è diventato un grande divulgatore della cultura Italiana in Cina. 



25 giu 2020
"Distanti, ma non soli". Prosegue il progetto con l'IIS Bertacchi

L'anno scolastico si è concluso, ma docenti e studenti dell'IIS Bertacchi hanno accolto la proposta del Servizio Educativo dei nostri Istituti di non interrompere il progetto "Distanti, ma non soli" ma di proseguirlo ampliandolo ulteriormente con un nuovo progetto dal titolo  "Nonni a distanza".

Ecco la relazione di verifica che racconta la prima fase del progetto, sottolineandone gli aspetti positivi, i possibili sbocchi e le modalità per proseguire. Nella speranza in un futuro non troppo lontano di poter uscire dalla fase virtuale e tecnologica e di poter far incontrare ospiti e studenti 

La scuola ha un compito formativo essenziale per consentire alle nuove generazioni di crescere, non solo istruite e rispettose delle regole comuni, ma anche con un bagaglio esperienziale che permetta ai nostri giovani di fondare le proprie scelte su solide basi etiche e valoriali. Le esperienze che ciascuno di noi vive, assumono ancor più significato quando sono collocate all’interno di particolari avvenimenti storici.  La pandemia da Covid 19 rappresenta indubbiamente uno di questi: verrà probabilmente ricordata fra molti anni come uno dei fatti più importanti di inizio XXI secolo e lascerà tracce in campo socio-politico ed economico che ad oggi si riescono a vedere solo a tratti. Purtroppo alcune di queste avranno una connotazione negativa, basti pensare ai più di 30.000 morti o a coloro che hanno perso il lavoro, altre invece potrebbero aiutarci a vivere in maniera diversa la nostra quotidianità. E’ con questa consapevolezza che è nato il progetto “Distanti, ma non soli”, frutto di una sinergia tra scuola e territorio e in modo particolare tra gli Istituti Riuniti Airoldi E Muzzi di Lecco e l’IIS G. Bertacchi. Come invitare i nostri studenti ad alzare lo sguardo per scorgere, oltre le pur legittime preoccupazioni personali, lo sguardo dell’altro, magari più fragile e bisognoso di sostegno e vicinanza? Come consentire durante il lockdown di uscire dalle proprie abitazioni, seppur soltanto metaforicamente, per dare significato alla quotidianità, al di là della tanto discussa Didattica a distanza? E ancora, saranno capaci i nostri tanto criticati giovani di gesti di solidarietà in una società dove sembrano imperare l’individualismo e l’egoismo?                                

Il progetto “Distanti, ma non soli” ha preso il via il giorno 27 aprile portando con sé questi interrogativi e tante speranze. Ad oggi, dopo poco più di un mese, i sentimenti che si percepiscono sono di grande soddisfazione per il cammino fatto, di certezza che questi abbia segnato positivamente chi ha accettato di intraprenderlo, di speranza che possa proseguire con la fase 2 che abbiamo deciso di chiamare “Nonni a distanza”.  Alla prima parte del progetto hanno partecipato circa 80 studenti iscritti ai vari indirizzi dell’IIS Bertacchi, i quali hanno fatto pervenire agli ospiti dell’Airoldi e Muzzi un segno di vicinanza, incoraggiamento, condivisione. Alcuni hanno scelto di inviare un testo scritto raccontando il legame speciale con i loro nonni e l’importanza degli anziani, soprattutto per l’esempio di saggezza di cui sono portatori. Altri hanno condiviso delle riflessioni sulla loro quotidianità al tempo del coronavirus; altri ancora hanno messo per iscritto i sentimenti e le difficoltà di un ragazzo o una ragazza che cresce e scopre le mille sfaccettature della vita. Ci sono stati studenti che hanno preparato dei bellissimi lavoretti (un cuore, un fiore…) con vari materiali, per poi fotografarli ed inviarli con tanto di dedica.  Non sono mancati coloro che hanno preferito girare un video con stupende immagini di vita quotidiana (dei fiori, un prato, una montagna, degli animali domestici). Alcuni hanno usato lo strumento dell’ironia, suscitando un sorriso con video divertenti. Qualcuno ha messo in mostra il proprio talento musicale, qualcun altro quello artistico con splendidi disegni. A volte è bastata una fotografia di una montagna per rievocare piacevoli ricordi ai nostri anziani. Infine non sono mancati quelli che hanno coinvolto i propri famigliari; neppure gli insegnanti si sono tirati indietro! Con la costante collaborazione dei Servizi educativi dell’Airoldi e Muzzi, i vari lavori sono stati visionati, stampati ed è stato deciso a quali ospiti destinarli. Ad oggi stanno progressivamente giungendo le risposte degli anziani che li hanno ricevuti. Gli studenti riportano soddisfazione e particolare gradimento nel constatare come il loro lavoro sia giunto a destinazione e possa avere aiutato qualcuno a stare meglio e a sentirsi meno solo. Non sono mancati alunni che hanno chiesto la possibilità di incontrare gli ospiti da cui hanno ricevuto una risposta. Tutto ciò, oltre che trasmetterci soddisfazione e gioia, ci rende sempre più consapevoli dell’importanza che rivestono le proposte educative per le nuove generazioni. Ora che la scuola è finita e ci attende l’estate, ci dedicheremo con ancor più entusiasmo alla prosecuzione del progetto, per non interrompere un percorso di crescita che necessita di essere ulteriormente stimolato, nel rispetto e nella tutela della libertà di scelta di  ciascuno.

Gli Ospiti degli Istituti hanno potuto, in questo periodo così difficile da vivere e forse anche solo da raccontare, godere di uno spiraglio di normalità accogliendo le immagini ed i pensieri delle allieve e degli allievi impegnati ad aiutarci ad uscire con la fantasia da spazi emozionali che diventano ogni giorno più stretti.

Gli ospiti hanno accolto il compito di rispondere e trasmettere la loro esperienza e i loro consigli inviando piccoli pensieri, alcuni commenti audio con il supporto degli educatori.

In un momento in cui le famiglie sono “fisicamente” mancate, la possibilità di sentire vicini tanti ragazzi che si sono impegnati con i loro elaborati, ha portato una ventata di fiducia e, perché no, di distrazione.

I video soprattutto, alcuni rievocativi, altri più impegnati, altri spiritosi, offrono l’opportunità di un breve,  ma  intenso svago perché tutti hanno colto la consapevolezza dell’impegno di tutti questi studenti.

I disegni, le fotografie, le frasi colpiscono perché sono stati centrati gli interessi degli ospiti: tutti soggetti della quotidianità che hanno vissuto e che vivono.

Non mancano anche veri e propri scritti in cui alcuni di loro hanno messo a nudo la loro personalità ed incertezze tipiche di un’età già così difficile complicata, in questo momento, da una pandemia che nessuno avrebbe neppure immaginato.

Tanto si è messo e si metterà in gioco perché questo progetto proseguirà evolvendo in un maggior contatto personalizzato e, speriamo, si possa poi tramutare in una conoscenza e un abbraccio non solo virtuale.

 

I referenti del progetto

Stefano Sangalli -  Insegnante IIS Bertacchi Lecco 

Luisa Palma  -  Servizio Educativo IRAM 




10 giu 2020
Supplica e affidamento alla Madonna di Lourdes
Il prevosto di Lecco mons. Davide Milani, il presidente Giuseppe Canali, e il sindaco di Lecco Virginio Brivio, martedì 12 maggio alle ore 12, presso la grotta della Madonna di Lourdes  dei nostri Istituti, pregheranno per gli ospiti degli Istituti, i medici, gli infermieri, tutto il  personale di cura e dei servizi generali, implorando la fine della pandemia.
Ricorderanno con una preghiera di suffragio anche tutti i defunti in questo periodo di emergenza. 
La supplica sarà trasmessa in diretta su www.leccocentro.it e www.leccofm.it.
Ringraziamo Mons. Davide Milani e il sindaco di Lecco Virginio Brivio,  per aver accolto l'invito a condividere, attraverso la preghiera, le difficoltà che la pandemia ha creato alla nostra struttura.
Invitiamo tutti ad unirsi, almeno virtualmente, alla nostra preghiera.

11 mag 2020
Festa di Santa Caterina - Santa Messa

Mercoledì 29 aprile,  in occasione della Festa di Santa Caterina da Siena, Patrona della Chiesa degli Istituti, Don Gianni Grulli ha celebrato la Santa Messa in suffragio degli ospiti deceduti in questo periodo di epidemia.

Insieme alla Suore della nostra comunità ha invocato Santa Caterina perché cessi il contagio, sia ridonata la salute agli ospiti, e protezione a tutto il personale.

La celebrazione è stata videoregistrata ed è pubblicata sul canale YouTube degli Istituti al link:

https://www.youtube.com/watch?v=HX7YBW1CNOo

Di seguito condividiamo Il pensiero introduttivo e l’Omelia di Don Gianni e le intenzioni di preghiera preparate dalle Suore della nostra Comunità.

Don Gianni e le Suore ogni giorno nella celebrazione della Santa Messa pregano per tutti gli Istituti.

 

 

29 aprile 2020

FESTA DI SANTA CATERINA

Santa Messa celebrata da don Gianni Grulli – Cappellano

 

 

Introduzione alla Santa Messa

 

E’ una vera grazia quella che mi è offerta oggi per incontrarvi, sia pur virtualmente, miei carissimi amici Ospiti, e con voi tutte le persone premurose che quotidianamente con amore vi assistono. Ne ringrazio il Signore!

Sono ormai quasi due mesi che non mi è permesso vedervi personalmente nei vari reparti e di celebrare con voi e per voi la santa Messa festiva qui in Chiesa. Quanto mi mancate! Mi mancano la vostra generosità, il vostro buon esempio e la vostra gioiosa disponibilità a ricevere i Sacramenti.

Questa brutta malattia che ha sconvolto il mondo intero ci ha tenuti fisicamente distanti: ma voi sapete che io vi ho presenti tutti nel mio ricordo e nella preghiera. Ogni giorno, da ormai 10 anni, da quando sono qui con voi, ogni mattina celebro la santa Messa per voi e per i vostri cari: a maggior ragione è doveroso e piacevole per me in questo momento difficile. Spero che presto tutto questo malefico virus abbia a terminare, così potremo come un tempo ritrovarci insieme e godere della nostra sincera e contagiosa amicizia.

E proprio perché tutto ciò avvenga quanto prima, con gioia celebro questa santa Eucaristia, augurandovi tanta serenità e pazienza!  

Ci aiuti dal Cielo la nostra santa patrona Caterina da Siena di cui ricorre proprio oggi la festa liturgica! Buona Messa a voi tutti!

 

Omelia

 

Bello e consolante per me, dopo tanto tempo, poter finalmente celebrare la santa Messa nella nostra cara bianca chiesetta, nella festa liturgica della santa patrona Caterina da Siena. Sì, una vera consolazione! 

Ma un po’ di consolazione ne abbiamo tanto bisogno tutti noi, dopo aver assistito, quasi impotenti, alla sofferenza e alla morte di tanti nostri fratelli e sorelle del nostro Istituto. Quella della consolazione è l’azione precipua dello Spirito Santo, il grande Consolatore! A Lui la chiederemo in questa santa Messa.

Per me personalmente è un altro piccolo motivo di consolazione l’aver potuto, in occasione della Giornata del Malato lo scorso mese di febbraio, amministrare il Sacramento dell’Unzione a quasi tutti gli Ospiti dell’Istituto prima che questa drammatica malattia ci colpisse a livello mondiale: così, anche se inconsapevolmente, vi ci siamo spiritualmente preparati, Anche se non fisicamente io sono sempre stato accanto a questi cari amici che ci hanno lasciato, pregando e soffrendo con loro. 

Adesso tutti insieme vogliamo offrire in questa Messa al Signore le loro sofferenze e il gesto di fede che ha accompagnato il loro passaggio alla vita eterna: il Signore tutti li accolga, magari con la sua carezza, quella che spesso i loro cari dolorosamente sono stati impediti di dare.

Sono vicino e grato a tutti gli amici del Personale, che si sono prodigati per alleviare le loro sofferenze, per rendere meno dolorosa e triste la loro dipartita. Il Signore un giorno ne terrà conto!

E vicino sono anche ai loro Parenti, a cui mi lega una sincera e fraterna amicizia.

Speriamo di rivederci presto, quando tutto questo enorme disagio terminerà, tutti insieme, e fortificati da questa lunga, forzata lontananza, di riconoscerci persone migliori, sempre più pronti ad aiutarci vicendevolmente.

E’ questa la mia preghiera e il mio augurio per ciascuno di noi. 

 

Preghiera dei fedeli

 

La nostra Patrona Santa Caterina che illuminò l’Italia e la Chiesa con il dono della Sapienza e della Santità e si fece messaggera di pace ci conservi docili  al magistero di Papa  Francesco,  ci doni lo spirito della concordia  e del  dialogo fraterno e un vivo interessamento  per il progresso dell’umanità.

Preghiamo

 

La perdita di una persona cara ci pone di fronte a una grande sofferenza, perché la morte determina un distacco doloroso dalle persone alle quali si vuole bene. Ti preghiamo Signore perché la grazia della Pasqua di Cristo trasformi questo dolore in speranza.

Preghiamo

 

Signore ti preghiamo per tutti i defunti di questa pandemia, in particolare per i nostri cari e amati ospiti, accoglili in Paradiso nella festosa assemblea dei Santi.   Noi crediamo che i nostri cari defunti, come dice il libro della Sapienza, sono nella pace, sono nelle tue mani, ma tu asciuga le nostre lacrime.

Preghiamo 

 

Per tutto il personale che opera, a qualsiasi livello, a favore dei nostri ospiti, perché il Signore li ringrazi e li incoraggi a compiere con tanta dedizione il loro servizio di assistenza e di consolazione. 

Preghiamo

 

29 apr 2020
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